Studiare meglio per studiare di meno : Passo dopo Passo…Insieme OdV

Studiare meglio per studiare di meno

di Passo dopo Passo…Insieme OdV

OBIETTIVO RACCOLTA: Troppi ragazzi vivono male il rapporto con la scuola e se ne allontanano. Con il progetto “Meglio dopo, insieme” desideriamo ribaltare questa condizione e promuovere il successo scolastico e formativo per tutti gli studenti delle medie inferiori (11-13 anni), non soltanto per quelli in difficoltà. Partendo dai compiti scolastici pomeridiani, realizziamo con loro un percorso educativo efficace, con un’attività educativa centrata sulla valorizzazione e lo sviluppo delle abilità individuali. In questo modo riusciamo anche ad intercettare per tempo le fragilità potenziali nascoste nei ragazzi e disinnescare gli elementi che potrebbero generare situazioni critiche.

40.160

Raccolti

40.000

Obiettivo

21

Giorni rimasti

48

Sostenitori

20000€

Dono di Crédit Agricole Group Italia

Progetto sostenuto con il contributo di

La storia

Il nostro progetto e l’Associazione Passo dopo Passo… Insieme nascono nel 2003 a Sesto S. Giovanni, in provincia di Milano.

Abbiamo fondato l’associazione lì, in quel momento, presi dalla constatazione che in una realtà come quella, alla periferia di una grande città, le cause che possono generare l’abbandono scolastico sono molte. 

Eppure basterebbe un impegno serio e ben progettato per riuscire a impedirlo. Così, in quasi vent’anni di lavoro sul campo, siamo riusciti a mettere a punto un programma molto diverso dai soliti doposcuola ai quali si mandano i ragazzi per non tenerli per la strada e fargli fare un po’ di compiti. Un po’ alla volta abbiamo vinto la diffidenza dei ragazzi, convinto le famiglie e messo a punto un programma che funziona davvero. Ce lo dicono i ragazzi e lo confermano le famiglie, ma anche le scuole e gli operatori sociali.

Abbiamo chiamato il nostro programma “Meglio dopo Insieme (MDI)” per sottolineare il fatto che le attività dopo la scuola vengono meglio se fatte insieme ad altri e anche perché questo approccio libera le energie e le potenzialità per una vita migliore, più piena e gratificante.


Noi pensiamo che il disagio scolastico sia solo un sintomo: mentre alcuni ragazzi lo manifestano chiaramente, molti, moltissimi altri se lo tengono dentro, muto. In loro il problema rimane inespresso e per questa ragione, essi e le loro difficoltà diventano quasi invisibili agli occhi della scuola e della società. Non a caso, notiamo facilmente quelli che “vanno male a scuola” ma difficilmente ci accorgiamo di chi “sta male” a scuola o “per” la scuola. Le difficoltà, quindi, non toccano soltanto i ragazzi con un disagio familiare, economico, psichico, cognitivo, ma tutti quanti i ragazzi, perfino gli “insospettabili”.

Allo stesso modo, tutte le famiglie - e non soltanto quelle a basso reddito, con conflitti tra coniugi, immigrate o residenti in zone periferiche - hanno figli che non vanno bene a scuola e vivono male l’esperienza scolastica. L’istruzione e lo sviluppo personale, perciò, sono un interesse di tutti, ma è un interesse che può diventare presto un problema o meglio: può essere vissuto come un problema e generare conflitti e tensioni all’interno delle famiglie.

Occorre dunque che famiglie e istituzioni scolastiche trovino degli alleati con modelli educativi efficaci che aiutino i giovani a saper affrontare il proprio presente, innanzitutto lo studio, i compiti, il benessere della propria esperienza scolastica, la gestione del tempo e delle relazioni con adulti e tra pari. Il “Meglio dopo, Insieme”, vuole essere quell’alleato.

Inoltre, le fragilità culturali e sociali oggi sono rese più acute dalla situazione pandemica, che accentua l’isolamento, la precarietà, il disorientamento e la mancanza di tempo per l’educazione dei figli e – perciò-  colpisce i riferimenti educativi, aumenta il distanziamento sociale e in seguito danneggia anche la motivazione allo studio. La pandemia aumenta sempre più i divari e le diseguaglianze. Noi ci siamo attrezzati per essere, comunque, presenti e disponibili.


Come utilizzeremo i fondi raccolti

All’inizio di ogni anno scolastico, l’Associazione apre una campagna di preiscrizioni per il settembre successivo e la chiude a dicembre dello stesso anno. Purtroppo, siamo quasi sempre costretti a respingere almeno un certo numero di richieste d’iscrizione (35-50%) per l’impossibilità di gestire ulteriore utenza. Ciò a causa della limitatezza delle risorse su cui possiamo contare. I fondi vengono utilizzati prevalentemente per sostenere i costi delle figure professionali che garantiscono continuità e professionalità al servizio; infatti i costi di gestione ammontano al 13% del bilancio.    

Grazie ai fondi che saranno raccolti, i ragazzi e le ragazze che frequentano il nostro servizio migliorano la loro formazione; imparano ad usare i propri strumenti di lavoro e ne hanno cura; imparano a programmare e suddividere il proprio tempo tra studio e svago, adempiendo ai propri impegni con libertà e consapevolezza; imparano a chiedere aiuto quando ne hanno bisogno; imparano a confrontarsi con i loro pari e con gli adulti rispettando le regole del vivere insieme, ossia persone e ambienti; e, infine, attraverso un quotidiano percorso di autovalutazione, capiscono che “se lavori ottieni e se non lavori non ottieni”.

In altre parole, sono ragazzi e ragazze consapevoli che per affrontare con successo le sfide del presente e del futuro, a partire da quelle che incontreranno nel biennio delle superiori, occorre guardare alla difficoltà come nuove opportunità.

Alcuni numeri

Con andamento più o meno costante a livello annuale, i destinatari diretti del nostro servizio sono 383:

·       142 studenti delle scuole medie di Sesto San Giovanni e Milano-Rogoredo.

·       241 genitori dei ragazzi.

I beneficiari indiretti sono:

·       60 docenti delle scuole medie di provenienza degli studenti che partecipano alle attività di “Meglio dopo, Insieme” e i 4 dirigenti scolastici

·       i terapisti delle agenzie riabilitative di Sesto San Giovanni e Milano, ossia: neuropsichiatri, psicologi, logopedisti;

·       i servizi sociali;

·       50 volontari;

·       parrocchie e oratori che ospitano il progetto.