San Francesco del Prato: liberiamo la bellezza! : Diocesi di Parma

San Francesco del Prato: liberiamo la bellezza!

di Diocesi di Parma

OBIETTIVO RACCOLTA: La chiesa di San Francesco del Prato da secoli aspetta nel silenzio, nell'attesa di essere riportata alla luce. Un capitale artistico dal valore inestimabile, la cui bellezza esce dal tempo e dai confini del nostro paese. I lavori di restauro hanno rivelato la meraviglia di un’abside interamente affrescata. Vogliamo recuperare questi affreschi straordinari, simbolo di una bellezza che è rimasta inalterata nel tempo.

9.180

Raccolti

30.000

Obiettivo

43

Giorni rimasti

36

Sostenitori

4590€

Dono di Fondazione Cariparma

Progetto sostenuto con il contributo di


La storia

La costruzione dell’edificio risale al 1240, quando un gruppo di frati giunse da Assisi stabilendosi alle porte della città, e iniziando, mattone dopo mattone, a edificare quello che diverrà un luogo di culto importantissimo per la vita cittadina. Da allora San Francesco del Prato attraversa diverse fasi di costruzione, che ne completano il progetto originale e lo arricchiscono, grazie alla generosità delle nobili famiglie parmensi.

La chiesa

La Chiesa presenta nella facciata principale eleganti nicchie e monofore allungate. Il grande rosone, opera di Alberto da Verona (1461), è composto da 16 raggi, numero che per i medioevali rappresenta la casa di Dio, il doppio delle otto beatitudini evangeliche.

L’interno è composto da tre navate distinte da due file di quattro pilastri a sezione circolare, sui quali poggiano cinque archi per lato, flessibili ed eleganti chiusi dall'impalcatura lignea dei tetti. Le cappelle, illuminate da grandi monofore, mostrano le tracce delle aperture costruite durante il periodo carcerario. L’ingresso principale in origine era formato da un arco semicircolare sorretto da due colonne ed esaltato da un piccolo protiro in marmo, che venne poi demolito.


Il Carcere

Nel 1810 le truppe militari francesi occupano San Francesco del Prato, cacciando la comunità dei frati francescani da quello che era divenuto il più importante centro religioso cittadino dopo la Cattedrale. L’altare maggiore, gli altari delle cappelle e il coro ligneo finemente intagliato vengono distrutti, tele e tavole dipinte sono disperse e gli affreschi ricoperti da intonaco. Le finestre trecentesche vengono tamponate, il pronao distrutto e vengono aperte nuove finestre sulla facciata, sulle navate laterali e sul campanile con doppie grate in ferro. San Francesco del Prato, la chiesa gotica di Parma, diventa un carcere, e lo rimane fino agli anni 90.

            Oggi San Francesco del Prato torna ad essere patrimonio di tutti, grazie ad un progetto che valorizza il passato e lo trasforma in un futuro di condivisione, senza sbarre e senza confini.

Aperto alla cultura, ai giovani, alla preghiera e alla vita.

Il Restauro

Il recupero della chiesa all’uso liturgico si arricchisce di un’evidente valenza artistico – culturale. La presenza della comunità francescana si apre ad attività sociali e caritative, come pure all’assistenza pastorale della vicina Università, che potrà usufruire, come la città, dei nuovi spazi recuperati.

Le fasi di restauro strutturale sono state le prime ad essere compiute, in una seconda fase si è proceduto al restauro della facciata, che è stata affidata alla generosità dei cittadini. La facciata tornerà a filtrare la luce attraverso le due grandi monofore che nel cantiere di restauro in corso sono state ritrovate pressoché integre nella conformazione originaria. Le finestre carcerarie sono state chiuse, tamponate in continuità con il paramento gotico, lasciando inalterate le riquadrature in modo da mantenere la lettura della fase carceraria.

Un segno tangibile della memoria del carcere sarà lasciato mediante il mantenimento delle grandi aperture carcerarie della parete laterale della chiesa. In facciata, sarà riaperta la porta sulla navata sinistra, dotate di bussola le due porte laterali. L’accesso dal sagrato piazzale sarà garantito mediante un nuovo livellamento dell’area.

Gli affreschi

Il lavoro di restauro sulle superfici sarà eseguito mediante la rimozione degli intonaci sovrammessi fino a ritrovare la pellicola pittorica originaria che sarà consolidata.

La fase di recupero degli affreschi doveva iniziare nel 2021, ma durante i lavori sono affiorati frammenti di dipinti ottimamente conservati nella zona dell’abside.

Da qui, la nostra volontà di partire già da ora con una raccolta fondi mirata al recupero di quegli affreschi straordinari, simbolo di una bellezza che è rimasta inalterata nel tempo.


Partecipa al crowdfunding, libera la bellezza!

Come utilizzeremo i fondi raccolti

I lavori di restauro ci hanno rivelato la meraviglia di un’abside interamente affrescata.

Per partire, i fondi raccolti su CrowdForLife verranno utilizzati per restaurare il Cristo della chiave di volta. Un primo passo verso il recupero dell’abside in tutta la sua bellezza.

Il restauro di San Francesco, bene di proprietà dello Stato, potrà godere dei vantaggi concessi con ART-BONUS, la legge dello Stato che ha introdotto un credito d’imposta in misura del 65% dell’erogazione eseguita per erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura. Possono usufruire di questa possibilità tanto i titolari di reddito d’impresa, quanto gli enti non commerciali e le persone fisiche.

Attori e finalità del progetto

Appena avuto in concessione dal Demanio il complesso di San Francesco del Prato, la Diocesi ha avviato il complesso iter progettuale, in collaborazione col COMITATO PER SAN FRANCESCO DEL PRATO, istituito per sensibilizzare l’opinione pubblica e favorire iniziative di supporto economico per il restauro e la riapertura della chiesa al culto e alla città.

Il recupero di questo monumento sarà per l’uso liturgico, ma anche per manifestazioni musicali, culturali, accademiche e istituzionali. La presenza della comunità francescana, cui sarà affidata, garantirà la fedeltà al suo carisma, la sensibilità ai temi ambientali e della pace, unitamente ad attività sociali e caritative, come pure presenza e servizio tra i giovani nella vicina Università.

Le ricompense


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